PARROCCHIA DI SAN GIOVANNI BATTISTA - Via XX Settembre, 87 - 47900 Rimini - Italy PARROCCHIA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
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IL BORGO E LA SUA STORIA

Erano in realtà, quelli di questo Borgo, i primi edifici cittadini incontrati da chi si recava in Rimini procedendo sulla via Flaminia, antica via romana, realizzata dal Console Flaminio, attorno all'anno 220 a.C., per collegare Roma alla sua colonia riminese.

Termine preciso di questa via fu per lungo tempo l'Arco d'Augusto, imponente costruzione - arco trionfale e porta urbica al tempo stesso - aperto in origine sulla cinta muraria romana, e che ora, dopo i lavori di isolamento compiuti negli anni trenta, campeggia solitaria in mezzo ad una aiuola, al centro di un vasto e trafficato piazzale. L'Arco fu realizzato nel 27 a.C. dall'imperatore Augusto per celebrare il restauro allora compiuto sulla via Flaminia ed è rimasta la più antica architettura di questo genere oggi esistente.

Possiamo immaginarne la sommità, certamente ornata inizialmente con simulacri relativi ai trionfi imperiali, distrutti senz'altro già in antico, per far posto ad una merlatura simile all'attuale che è di tipo basso medioevale, mentre sui fronti dovevano risplendere le dorature delle lettere delle iscrizioni.

Rimangono comunque visibili le belle effigi di divinità classica sporgenti dai medaglioni circolari nonché la sensazione di arcaicità comunicata dai grandi conci di pietra d'Istria intorno al fornice. Questa, appunto, fu per lungo tempo la porta urbica cittadina, sulla via Flaminia sino a quando, nel XIII secolo, l'imperatore del sacro romano impero Federico II promosse la costruzione di un nuovo e più ampio circuito di mura, ovvero quello che, nonostante infiniti aggiornamenti e distruzioni susseguitesi nel tempo, è tuttora visibile a ridosso del Borgo stesso.

In questo periodo una nuova porta fu realizzata a cavallo della via, di fronte all'antico arco: il suo ponte levatoio si alzava direttamente sull'Ausa, un torrente ora tombinato che scorreva lungo le mura sino a pochi decenni or sono. Davanti a questa porta medioevale, che era ricordata anche col nome di "Porta del Cimiero" per uno stemma ornato di un grande cimiero posto sulla sua fronte, era presente sino al XVII secolo un ponte romano a tre archi, poi sostituito con uno seicentesco che ne inglobava i resti. La porta fu distrutta alla fine del XVIII secolo, mentre il ponte è oggi in parte interrato ed in parte, probabilmente, distrutto.

Tornando a parlare del Borgo, indichiamo come esso fu appellato nel corso dei secoli con nomi diversi, derivati da vari edifici religiosi che sorgevano nei suoi dintorni (es.: Borgo San Ginesio, dalla Chiesa cittadina dei santi Bartolomeo e Ginesio; Borgo San Gaudenzo, dal Monastero e Santuario dedicato al santo protettore e cittadino). Esso fu a sua volta cinto da mura e chiuso a Sud Est da una porta, mutata nel 1509 in arco trionfale in onore di Papa Giulio II e distrutta poi alla fine del XVIII secolo: si trovava presso l'incrocio tra le due odierne vie XX Settembre e Tripoli; le mura del Borgo erano già state smantellate nel secolo precedente.

Tutto l'abitato in realtà fu soggetto, nel corso della sua storia, a distruzioni pressoché complete, tant'è che si hanno notizie di incendi sin dal VI secolo mentre con certezza sappiamo che l'intero borgo fu bruciato dagli stessi riminesi nel 1469 per ordine di Roberto Malatesta, nel timore che vi si installassero le truppe pontificie che allora assediavano la città.

La chiesa di S. Giovanni non fu, inoltre, l'unica chiesa di questa zona che anzi, nel corso dei secoli, ebbe monumenti di culto cristiano di estrema importanza: ad esempio la Basilica di S. Stefano, fondata dall'imperatrice cristiana Galla Placidia nel V secolo e della quale si tornerà a parlare più avanti, oppure l'importantissimo chiesa di S. Gregorio con annesso monastero che nonostante le succitate distruzioni rimase intatto con i suoi mosaici paleocristiani sino alla metà del secolo scorso, quando fu sciaguratamente distrutto dal suo proprietario. Altri edifici sacri "minori" furono il Monastero di S. Cristoforo, scomparso ormai da molti secoli (si trovava vicino ad una vetusta casa colonica tuttora esistente) o alla piccola chiesa del Crocifisso, costruita presso l'arco di Giulio II, il cui veneratissimo crocifisso è tuttora conservato nella chiesa cittadina di S. Bernardino.

Segnaliamo poi negli immediati dintorni il convento di S. Spirito, visibile nella sua veste ottocentesca ed il santuario della Colonnella, pregevole edificio cinquecentesco, ben restaurato nei decenni passati.

Non si può infine fare a meno di citare un altro importantissimo santuario che sorgeva appena fuori dal Borgo, ovvero quello distrutto, di S. Gaudenzo: era sorto, probabilmente nel IV secolo, su quello che fu il luogo della sepoltura del Santo Patrono cittadino, dal quale prendeva il nome: fu annientato in più riprese, nel 1812 e, incredibilmente, nel 1970. Si avrà comunque occasione di parlare in seguito anche di questo.
Tra le cose da indicare ancora nel Borgo, forse merita un cenno una terracotta con la raffigurazione del "Trionfo di S. Giacomo e la Vergine del Carmine" posta sulla facciata di una casa al numero 24 dell'attuale via XX Settembre: è attribuita a Carlo Sarti, artista settecentesco e probabilmente indica le case che furono di proprietà dell'antico ospedale di S. Giacomo dei Calzolari. Tra gli edifici laici segnaliamo Palazzo Ghetti, costruzione neoclassica ottocentesca, a poca distanza dalla chiesa di S. Giovanni della quale, finalmente, andiamo ad occuparci.



Pianta di Rimini eseguita per Alessandro VII
(c.1660) Zoom


Particolare della ianta di Rimini


Particolare della ianta di Rimini
ponte sull' Ausa e Arco D'Augusto


Particolare della pianta di Rimini
S.Giovanni Battista e S.Gregorio


La chiesa di San Gregorio a Rimini

 
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