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LA MEMORIA
Ogni conocsenza poggia sulla memoria. Invano riceviamo gli insegnamenti,se qualsiasi cosa che abbiamo udita svanisce.... Alcuni pensano che la memoria sia un dono della natura e senza dubbio essa dipende da questa. Ma anche la memoria,come qualsiasi altra cosa,è con l'esercizio che si accresce. Nessuna altra cosa come la memoria cresce con la cura e perisce con l'inerzia. Si racconta che Vittorio Gassman avesse "registrato" nella sua mente di attore quasi settanta ore di testi drammaturgici o poetici. Certo è che la memoria è una dote preziosa,come ci aveva ricordato Quintiliano,retore e avvocato latino,nato in Spagna e vissuto a Roma nella seconda metà del I sec. d.C.,nel brano sopra citato della sua opera "Istitutiones oratoriae". Gli antichi la definivano "madre della sapienza"(Eschilo),"forziere e custode delle cose"(Cicerone), "simile a caverne con ampie caverne incalcolabili"(Sant'Agostino), "tavoletta di cera per scriverci sopra con le immagini come lettere", ancora Cicerone e così via. Quintiliano riconosce che è un dono, ma al tempo stesso afferma che è solo con l'esercizio che la memoria vive e cresce. Ed è su questo che vorremmo puntare la nostra riflessione. Oggi troppo spesso si vorrebbe tutto subito. La frenesia,a cui ci conducono i ritmi della vita moderna,non sopporta la normalità della natuta che ha i suoi tempi e momenti. Se per fare una creatura vivente,ci vogliono nove mesi,bisogna riconoscere che,per imparare in modo serio (e questo non vale solo per la memoria),è necessario avere pazienza e costanza,si deve studiare per ore ed ore,ci si deve impegnare e sacrificare. La fiducia di avere nel computer uno strumento onniscente è bem misera; senza una mente che seleziona, elabora,interpreta e comprende, quell'immensa massa di dati può solo creare l'illusione di sapere; è al massimo informazione non formazione.
Gianfranco Ravasi
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