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Eventi del : 25/03/2009

ANNUNCIAZIONE A MARIA VERGINE

"Quando fu vicino alla discesa del monte degli ulivi tutta la folla dei discepoli cominciò con gran voce d'allegrezza a lodare il Signore per tutti i prodigi che avevano visti..."

Cala talvolta sulla nostra terra un'ora come questa: l'ora dell'osanna. Il grido entusiasta di Gerusalemme a Cristo che entra nelle sue mura. (...) (...).
Gesù avanza in groppa al puledro "su cui nessuno è mai montato". Mite somarello, osanna anche a te, ultima bestia evangelica: omega di quell'alfa che sulla sua schiena, trent'anni fa ormai, portò Cristo piccino in Egitto. Il dorso glielo hanno coperto di mantelli perché Gesù abbia morbida sella, e sotto i suoi passi altri mantelli non fanno che stendere, giacché quegli zoccoli fangosi possono calpestare le sete e le porpore se in arcioni siede "colui che viene nel nome del Signore". Ed ecco che attorno al giumento e al maestro che lo cavalca, ora che si sono spogliati dei mantelli per gettarli sulla strada, non ci sono più uomini, non più uomini interi. Nello sventolio frenetico delle palme sono gambe di storpi saltellanti, occhi di ciechi cui egli spaccò il guscio delle tenebre, dita e nasi rifioriti sulle croste della lebbra, le anfore di Cana colme del vino migliore, i pesci e i pani nati nel deserto quel giorno della fame; in terra, frantumati e guizzanti come cimeli, c'è la mano secca, il sangue dell'emorroissa, la gobba della vecchietta, i loschi fantasmi degli indemoniati. E c'è il ragazzino morto di Naim, la figlia di Giairo, e Lazzaro nelle loro salme vive e felici. Non i miracolati, ma i pezzi dei suoi miracoli festeggiano oggi Cristo nel suo breve carnevale terrestre.
Osanna, benedetto...
(Da: Luigi Santucci "Volete andarvene anche voi?")







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