|
CESARE ANGELINI (1886-1976)
La visione natalizia del poeta è improntata alla solidarietà. In una cornice dove si susseguono gli elementi familiari al Natale, dalla neve al presepe, s'intravede un Gesù compagno delle creature più umili e indifese. Molte lo sognano, anche, amico dell'uomo e della natura, impersonificati dalla foglia, dal fringuello, dal pellegrino, che procedono tutti verso il traguardo. Ecco perché è la "santga festa" a dare senso all'anno e, in particolare, al mese di dicembre.
DICEMBRE
Dicembre, il mese della santa festa che ha fatto cristiane anche le nevi: (ne parla il vento con sussurri brevi ai sassi del ruscello, alla foresta).
Nel gran racconto, l'anima si desta succhiando infanzia dai lontani evi. (Le pievi ne discorrono alle pievi: la terra tutta è un gran presepe in festa).
Nevica sui villaggi? Nelle veglie le case tornano intime, sognanti; le parole han riflessi di conchiglie.
Questa notte Gesù fa compagnia al povero, al fringuello, al camminante che come foglia fluttua per la via.
Da Autunno (e le altre stagioni), Rebellato, Padova 1959
|