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Eventi del : 16/12/2016

S. ALBINA

PADRI E FIGLI

Ogni padre sul quale il figlio alza la mano è colpevole: colpevole di avere fatto un figlio che alza la mano su di lui.
Questa frase dello scrittore cattolico francese Charles Péguy (1873-1914),
presente in un articolo da lui pubbli-
cato sui Cahiers de la quinzaine, è
certamente discutibile.
A prima vista, si direbbe che aggiunge il danno alla beffa e, comunque, raffigura un atto - quello del figlio
che si rivolta contro il padre - che
tutte le culture considerano immorale,
a partire dalla Bibbia (chi non ricorda
Assalonne e la sua smania quasi parri-
cida?).
Detto questo, bisogna riconoscere che,
nel paradosso di Pèguy c'è una verità da far emergere, soprattutto ai nostri
giorni.
Certo , anche San Paolo consiglia ai
padri di non irritare i figli affinchè
non abbiano a scoraggiarsi o ad inasprirsi (Colossesi 3,21).
Tuttavia, non si deve cadere nell'eccesso opposto di un'educazione senza nerbo e senza limiti.
Quanti genitori condedono tutto ai loro
figli, crescendoli come piccoli tiranni,
pasciuti, viziati, egoisti e prepotenti.
Pèguy ne intravede l'esito nefasto: un
giorno, quando il genitore dirà di no
di fronte all'ultima folle richiesta,
il figlio scatenerà la sua reazione
incontrollabile, perchè mai controllata
da una giusta educazione, proprio contro il padre.
Ed è a questo punto che costui dovrà ri-
conoscere la sua colpa.
Aveva, comunque, ragione un altro scrit-
tore,il tedesco Wilhem Busch (1832-1908)
quando affermava che non è difficile diventare padre, è difficile essere padre.
Gianfranco RAVASI



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