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"VALORIZZIAMO SAN GAUDENZO" Intervento del Consigliere Tiziano Arlotti nel Consiglio Comunale
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Il patrono più antico ed importante di Rimini, ovvero San Gaudenzo, è ai più sconosciuto.
Di lui la maggior parte delle persone al di là del nome e al di là della data in cui viene ricordato,
il 14 ottobre, non sa nulla.
Non hanno certo contribuito a questo le vicende che a partire dalla fine del XVIII secolo,
fino ad arrivare ai nostri anni Settanta, hanno visto una vera e propria damnatio memoriae di
molti personaggi e di molte cose importanti per la città.
Nel caso di San Gaudenzo è stato distrutto tutto quello che di significativo in città era legato a lui. In primo luogo la chiesa che si trovava lungo la Via Flaminia laddove oggi sorge il palazzetto dello sport. Il complesso, antichissimo ed importantissimo venne demolito una prima volta agli inizi dell’Ottocento dopo essere stato confiscato dal regno napoleonico e venduto a privati; successivamente, negli anni Settanta si è andati prima a distruggere l’oramai storicizzato palazzo Sartoni e poi a scavare nell’area distruggendo di fatto quanto era rimasto sottoterra dell’antica chiesa e in particolare della cripta bizantina ancora pressoché integra! Una bella mostra ha ricordato la figura di un grande riminese: il geometra Giuseppe Maioli che fu dipendente del Comune di Rimini, le cui straordinarie fotografie ci mostrano la grande statua settecentesca di San Gaudenzo che, ancora integra, nel dopoguerra si trovava al centro dell’edificio. Quella statua fu barbaramente distrutta non dalle bombe, ma dall’insensibilità che per troppo tempo ha albergato nella nostra città. Credo che oggi sia giunto il tempo di valorizzare la figura di San Gaudenzo e di “riparare”, cercando di valorizzare nuovamente la figura del nostro Patrono. Cosa si può fare? Si potrebbe ricordare visivamente il patrono di Rimini con un nuovo monumento (quelli antichi come dicevamo sono stati distrutti). Nell’area del palazzetto dello sport, lungo via Flaminia, ancora oggi vi è uno strano slargo dinanzi proprio a Via San Gaudenzo (l’antica strada si chiama così proprio perché portava alla chiesa di San Gaudenzo). Una sorta di semirotonda-esedra, un tempo occupata da un distributore e oggi invece da una centralina di monitoraggio dell’aria dell’Arpa, potrebbe essere il punto giusto per collocare un ricordo permanente del patrono cittadino. Difatti questo spazio è così almeno dagli inizi dell’Ottocento, prospiciente al luogo dove si trovava la prima chiesa riminese e in un’area che merita una riqualificazione, perciò quale luogo migliore? La centralina dell’Arpa potrebbe essere spostata, magari al di qua della strada verso il palazzetto, e si potrebbe pensare di recuperare integralmente lo spazio inserendo al centro dell’esedra, un monumento a ricordo del patrono di Rimini. Il Comitato del Borgo San Giovanni e la Parrocchia di San Giovanni Battista sono da tempo impegnati nella valorizzazione di questa parte della città e l’Amministrazione Comunale potrebbe farsi partecipe in questo senso. Come tutti sanno ogni due anni a luglio viene organizzata la festa nel Borgo di San Giovanni e quale occasione migliore per il Comune di dimostrare il proprio impegno in questa “nuova” strada di valorizzazione del proprio patrimonio culturale? Si potrebbe indire un concorso artistico almeno a livello nazionale per la realizzazione di un monumento a San Gaudenzo e la riqualificazione dell’area in cui questo dovrà sorgere. Con gli elaborati progettuali si potrebbe fare una mostra e al vincitore si potrebbe affidare l’incarico di progettazione e direzione lavori. Per la festa del 2009 l’intervento potrebbe essere concluso e inaugurato e col ripristino dei due obelischi sul lato Arco d’Augusto si segnerebbero definitivamente i confini del Borgo San Giovanni. Tiziano Arlotti
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