MOSTRA DI OGGETTI
DELLA TRADIZIONE RELIGIOSA

nella Cappella del SS.Sacramento (già Sacrestia)

Gli oggetti con i quali o davanti ai quali i nostri avi hanno alimentato la loro fede, sono preziosi, perché oltre che belli sono cari.

LA “PIETA’”
Pezzo centrale della mostra è il gruppo ligneo policromo, raffigurante “LA PIETA’” di Anonimo di Scuola Emiliana, sec. XVII / inizio XVIII: altezza cm. 125, larghezza 140, profondità 68, che abbiamo avuto la possibilità di restaurare e da poche settimane restituito al suo antico splendore.
Per un commento più approfondito rimandiamo ad un articolo del Prof. Pier Giorgio Pasini, critico d’arte, pubblicato in questo stesso catalogo ed alla conferenza che lo stesso terrà come da programma.

LE “CARTE GLORIA”
Sono dei cartigli, a volte decorati e quasi sempre ben incorniciati, che si trovavano sugli Altari riportanti pezzi della Messa che il Celebrante doveva pronunciare lontano dalla portata visiva del Messale. Questo fino a circa 50 anni fa, prima della Riforma Liturgica. Una si trovava in “Cornu Evangelii”, una in “Cornu Epistolae” (destra e sinistra dell’Altare) e una al centro. Per questo sono sempre in gruppi di tre. Ne mostriamo alcune per la gioia di chi ha i capelli bianchi e per la conoscenza dei giovani.

STENDARDI DA PROCESSIONE
Nei tempi passati erano meno numerosi i Gruppi o Movimenti Ecclesiali, ma erano più diffuse le Confraternite, le Compagnie, le Pie Unioni, i Terz´Ordini, ecc. Nei raduni pubblici, come processioni, ogni gruppo si raccoglieva attorno al proprio stendardo sul quale era scritta la denominazione del gruppo e spesso anche raffigurato il Santo o Soggetto Religioso. Il tutto fatto con molta cura, arte e fini ricami. Siamo in grado di esporne alcuni tratti dai nostri cassettoni.

MAZZE E LAMPIONI PER PROCESSIONE
Chi teneva in ordine la Processione teneva in mano un bastone, decorato con fregi. Inoltre, in mancanza di luce elettrica e in omaggio al Santo, la Processione doveva essere illuminata, ecco allora i lampioni o lanterne decorati e posti sopra un´asta con dentro un cero acceso. Siamo in grado di mostrarne alcuni degli uni e degli altri.

 

La Festa è l’occasione per portare all’ammirazione del pubblico queste belle cose del passato che altrimenti rimarrebbero sempre nascoste e ignote a molti. Cose del passato ma che ci parlano di una vita che ha bisogno di essere propagata anche nel presente.

Pratelli don Salvatore
Parroco e Presidente
del Comitato della Festa nel Borgo